FLOORWORK

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La classe si concentrerà sulla “dinamica della spirale” e la conoscenza delle basi anatomiche seguendo il modello della struttura scheletrica, imparando a conoscerla in tutti i suoi limiti e possibilità e ad usarla a vantaggio del movimento sul pavimento attraverso lo spazio.

Dirigendo consapevolmente l’energia dal centro alle estremità e alle articolazioni, si arriverà a  lasciare e a riprendere il peso del corpo in un continuo gioco di “caduta-equilibrio” sfruttando le leve, la pressione dei punti di appoggio e l’accelerazione.

Il pavimento, inteso come supporto, diverrà materia non solo da respingere ma anche materia su cui abbandonarsi, distendersi, appoggiarsi.

Si porrà l’attenzione sull’attraversamento dello spazio senza mai dimenticare che esso non è unicamente composto da uno spazio “aria” ma anche da uno spazio “solido”, il suolo, il pavimento, la terra: una materia con cui abbiamo a che fare quotidianamente e a cui siamo legati tramite la forza gravitazionale.

Sfruttando il “principio gravitazionale” per scendere e salire dal suolo, si conquisterà e si perderà la posizione verticale, spostando agilmente il peso del corpo attraverso i vari livelli e direzioni.

Mi piace considerare lo studio del “floorwork” come un “pre-contact”: il pavimento inteso come “partner” un primo passo verso la conoscenza del proprio peso per poi arrivare al contatto con gli altri.

 

IMPROVVISAZIONE E COMPOSIZIONE COREOGRAFICA.

In un primo momento l’improvvisazione partirà da una esplorazione del puro movimento.

Una meticolosa osservazione di tutte le possibilità che il corpo ha di muoversi con le diversità di qualità e dinamica.

Si porrà particolare attenzione alle isolazioni e all’ascolto di come ciascuna parte del corpo può iniziare il movimento e concatenarlo creando quello che mi piace chiamare effetto “domino”.

Partendo da una sequenza di movimento costruito sui principi tecnici già esplorati, si comincerà ad improvvisare modificando, manipolando, interrompendo e ripetendo il materiale di partenza cambiandone la qualità e il ritmo.

In un secondo momento, esplorando diversi “stati d’animo”, andremo a cambiare non solo la costruzione, ma anche il senso del materiale coreografico.

 

PARTNERING.

Esploreremo il Partnering di pari passo col Floorwork in quanto strettamente legati.

Quindi sarà proposto gradualmente durante le classi il contatto fisico non solo col pavimento ma soprattutto con un vero e proprio partner.

Il focus sarà quello di imparare a gestire il proprio peso con quello di un altro corpo in movimento attraverso semplici sequenze di prese sfruttando i principi di leve e accelerazioni imparati col floorwork:

entrare quindi in contatto con lo spazio più intimo, quello fra il proprio corpo e quello del partner.

Useremo in fine i principi acquisiti a vantaggio della composizione coreografica.